Sotto le nuvole

Sotto le nuvole

“Il signor Lucas è atteso al gate 10, il signor Lucas è atteso al gate 10”.
Il signor Lucas fissa la moquette blu della sala Lounge, luogo insolito per chi non ha mai accumulato miglia. Sta usufruendo di quelle del genero, un rappresentante che vanta un passaporto pieno di timbri. Il suo invece è immacolato, le pagine rigide tagliano le dita. Settantasei anni, di cui molti passati a lavorare nel calzaturificio di famiglia, dopo gli studi di ragioneria e qualche sogno nel cassetto infranto dalla leucemia del padre. Due figlie, e una villa bisognosa di manutenzione.
Adelaide, la moglie, aveva provato per anni a convincerlo. Lei amava esplorare luoghi lontani, per lui tutto ciò che non era percorribile con la sua Citroën era fuori questione, la diagnosi chiara: un’illogica paura di volare.
Non erano serviti i racconti sui colori acerbi dell’alba o sui solidi tramonti stagliati sulle cime delle Alpi. “Papà, dal finestrino ho visto la cima delle montagne, dove non arriva nessuno!” Gli aveva raccontato Mirna, la più grande, quando era diventata la compagna di viaggio fissa delle madre. A sedici anni distingueva la Jungfrau e lo Schilthorn, scenario di uno dei film di James Bond. Aveva provato così ad accendere la fantasia di un amante di Ian Fleming ma nonostante il signor. Lucas in quell’occasione avesse chiuso gli occhi e immaginato l’incanto degli occhi di Mirna per qualche secondo, l’idea di salire su un aereo gli aveva fatto arricciare il naso, in quel gesto di fastidio che non riusciva mai a nascondere.
Eccolo ora lì il signor Lucas, per i suoi cari Tancredi, in coda al Gate; le mani sudate gli fanno sgusciare il passaporto, la hostess sorridente ne percepisce l’agitazione e lo rassicura, andrà tutto bene.
Il decollo con stupore si rivela piacevole, la spinta lo incolla al sedile, gli sembra di essere su una giostra. La borsa scivola indietro, non se ne accorge; è troppo impegnato a pensare ad Adelaide, si sente più vicino a lei, per la prima volta dopo la sua morte, vicino al cielo e a quella sua curiosità di esplorare.
A velocità di crociera le assistenti di volo si preparano con i carrelli per il servizio. Sul sedile lato corridoio il signor Lucas si sporge verso il posto accanto al finestrino, rimasto libero. Ha acquistato due biglietti, non gli sembra giusto condividere quell’evento con qualcuno che non sia lei. Le cime si vedono a malapena ma ai suoi occhi si svela qualcosa di meraviglioso: nuvole e nuvole dipinte di arancio e rosa lasciano intravedere timidi triangoli di roccia. Ora ha capito. Come ha potuto aspettare così tanto, come ha potuto vivere sempre e solo al di sotto delle nuvole.

Racconto di Elena Bulgheroni, illustrazione di Silvia Bulgheroni

Il racconto del giorno feriale (dagli autori della nostra scuola di scrittura SCRIVERE IL CORTO)


IL CAVEDIO associazione culturale e sportiva dilettantistica APS ———————————————– segreteria1997@ilcavedio.org

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *