Luna rosa

Luna rosa

Ai funerali della signora Agata c’era una gran folla, era molto amata. La nipote, Rosa, non riusciva a darsi pace, l’aveva trovata lei, era caduta dal balcone. Forse, si era sporta troppo per ammirare la sua adorata luna rosa. Il plenilunio che preannuncia la primavera era la passione della nonna, infatti il suo nome, quello della nipote, derivava proprio da quella luna.
Ogni anno al suo arrivo, la nonna si posizionava sul balcone con la sedia a dondolo per ammirarla e parlarle. Diceva che era il suo spirito guida, le aveva mostrato la strada del ritorno, quando, da giovane, si era persa nel parco di Yellowstone.
La casa della nonna piena di ricordi, Rosa si sedette sulla sedia a dondolo a guardare le foto della giovane Agata. Ricordava i pomeriggi trascorsi insieme, gli aneddoti per ogni singola foto. Non riusciva a trattenere le lacrime, si lasciò andare a un pianto disperato. Aspettava che la nonna andasse a consolarla, ma questo non era più possibile. Neanche suo cugino Mario, spesso erano dalla nonna insieme, si era fatto vedere. Dopo essersi asciugata gli occhi si alzò per ritornare nel suo appartamento, notò che il vaso dei fiori era spostato. Impossibile che l’avesse fatto sua nonna, era troppo pesante e poi ogni oggetto doveva essere in un posto ben preciso. Su questo era categorica, infatti le diceva “ogni cosa al suo posto e ogni posto ha solo una cosa”. Si guardò intorno e vide altri oggetti spostati. Cominciò a sospettare che la caduta fosse stata causata. Ne ebbe la certezza quando trovò i cassetti della scrivania semiaperti.
Corse dai carabinieri e raccontò tutto, anche dell’enorme fortuna che di lì a pochi giorni la famiglia avrebbe ereditato. La nonna aveva accumulato un gran patrimonio.
I carabinieri fecero molte domande ai vicini senza aver risposta. Il signor Franchi, un amico di bridge della nonna, fece vedere un video, anche lui adorava la luna rosa e l’aveva ripresa con il cellulare, le immagini erano sfocate, aveva puntato solo sulla luna luminosa. L’analisi della scientifica invece mostrò una persona sul balcone. Con ulteriori miglioramenti del filmato si vide l’assassino, il cugino di Rosa, Mario.
Aveva problemi con il gioco d’azzardo e continuava a chiedere i soldi alla nonna. Anche quella sera, e per l’ennesima volta ricevette un rifiuto. In un attimo d’ira la spinse giù dal balcone mentre si sporgeva a guardare la luna. Nel filmato si vede lei che cerca di farlo ragionare, lui sembra calmarsi, poi lo accarezza e si appoggia alla ringhiera, gli indica la luna, lui si avvicina e la spinge. Poi corre avanti e indietro, sparisce in casa. Si vede l’ombra muoversi con frenesia. Qualche minuto dopo è fuori in cortile, va dalla nonna, si accorge che è morta e scappa via.
La luna rosa, ancora una volta, ha aiutato nonna Agata.

di Laura De Filippo

Il racconto del giorno feriale (dagli autori della nostra scuola di scrittura SCRIVERE IL CORTO)


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