APPUNTAMENTO CON LA PAURA

APPUNTAMENTO CON LA PAURA

APPUNTAMENTO CON LA PAURA *

Suspense deriva dal latino suspensum, “in sospeso”. E’ un ingrediente essenziale, nel giallo. Va tenuta viva durante lo svolgimento della trama. Bisogna agire sul ritmo, ma senza rinunciare alle parole per l’ambientazione, alla complessità psicologica, persino alla divagazione, con equilibrio.

Per mantenere lo stato di tensione emotiva, di inquietudine, possiamo ricorrere a espedienti. La minaccia di un’azione violenta o pericolosa. Descrivere avvenimenti che suscitano emozioni o esperienze emotive. Creare ostacoli al protagonista come scadenze di tempo o danni fisici che ne limitino l’azione e lo rendano vulnerabile (come il personaggio di Amnesia di J.C. Grangè). Saper dosare anticipazioni, digressioni, flash-back, dettagli all’apparenza insignificanti, situazioni insensate o casuali.

La suspense è potenziata dall’atmosfera che costruiamo intorno alla storia. Per questo ci serviamo di tutti i sensi a nostra disposizione, gli odori, i colori, i suoni e anche il cosiddetto sesto senso: ad esempio la sensazione di tragedia che avverte un personaggio, senza ragione. Descriviamo le percezioni sensoriali. L’ambientazione diventa fondamentale, pensiamo a luoghi indimenticabili come il treno bloccato dalla neve in Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie o l’Istituto psichiatrico su un’isola disabitata in L’Isola della paura di Dennis Lehane.

Qualche appunto sullo stile, fermo restando il concetto che ognuno ne troverà uno personale, che riflette il proprio modo di essere, anche sperimentando nuove strade. Lo stile è il modo in cui scegliamo di raccontare la storia ed è fatto di varie componenti: la lunghezza delle frasi, che può essere diversa in base alle azioni da descrivere, il lavoro sulle immagini piuttosto che sulle astrazioni, il linguaggio. Qui il discorso si allarga molto: due consigli generali. Per essere efficace il linguaggio deve essere coerente con l’ambientazione e con i personaggi, è intuitivo che non faremo parlare o pensare uno scaricatore di porto come un baronetto inglese (a meno di personaggi sotto mentite spoglie…) oppure che non useremo neologismi in un giallo storico. Forse è un consiglio banale, rilancio suggerendo, come già fatto per i luoghi della storia, di raccontare di ciò che si conosce e di cui si sanno usare le parole. Inutile ripetere che chi scrive impara a “maneggiare” il linguaggio e arricchisce il vocabolario anche con la lettura.

Consigli di lettura su questi argomenti: Quer pasticciaccio brutto di via merulana di Gadda e Dolores Claiborne di Stephen King entrambi per la scelta di linguaggi estremi ma aderenti ai personaggi.

* Agatha Christie  1961

Angela Borghi, medico, ha lavorato in ospedale e ora si dedica alle sue passioni, soprattutto scrivere. Ha partecipato ad antologie di racconti e pubblicato quattro romanzi gialli: Delitto al Sacro monte, I misteri del convento di Casbeno, Che domenica bestiale e La ragazza con il vestito azzurro.


continua l’11 gennaio 2024


IL CAVEDIO associazione culturale e sportiva dilettantistica APS ———————————————– segreteria1997@ilcavedio.org

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *