Un delitto avrà luogo

Un delitto avrà luogo

di Angela Borghi

UN DELITTO AVRA’ LUOGO*

Siamo in tanti ad amare le storie di delitti, da quando E.A. Poe, tra i primi a raccontarle e a indicarne i percorsi, inventava gli enigmi di una camera chiusa. È stato un successo in crescendo dalle molte ragioni, riconoscibili già nella definizione di narrativa poliziesca nelle diverse lingue e paesi.

Il noir dei francesi rimanda al fascino oscuro di torbide atmosfere, di ritmi violenti, del sangue che scorre. La parola thriller sa di brivido, di ricerca del pericolo, di emozioni scatenate dalla suspense.

In Italia li chiamiamo gialli, per tradizione, dal colore della copertina di un settimanale che ha quasi cento anni e sembra immortale.

Nei mistery anglo-sassoni protagonista è il mistero. Indispensabile in un buon racconto o romanzo. Un gioco di occultamenti e illuminazioni fino alla rivelazione finale.

La crime story ci ricorda invece che alla base di ogni narrazione del genere c’è il crimine, meglio se uno o più delitti. E’ il delitto che ci attrae e ci interessa, segno della complessità della realtà e del lato oscuro della natura umana.

Ma il giallo è molto di più, contiene interi universi, storia passata e futuro, filosofia e temi sociali, sentimenti e ragione che vince sulla confusione del mondo.

Gli appassionati di storie di delitto e mistero vogliono mettersi alla prova. E’ una prova insidiosa perché si tratta di lanciare una sfida al lettore.

Leggere aiuta chi scrive. Diffidiamo di ricette infallibili: regole per il racconto di genere sono state scritte in passato ma puntualmente disattese da altri autori. Invece suggestioni dalle pagine dei grandi ci guidano a trovare gli ingredienti, gli accordi e i modi della nostra storia “gialla” che, pare incredibile, può essere racchiusa anche in un corto di poco più di duemila battute.

Possiamo imparare a iniziare dal finale senza sentirci eretici, permetterci di scardinare l’aristotelica unità di tempo e di luogo o magari assumere il punto di vista dell’assassino e simpatizzare con lui. Iniziamo i nostri discorsi sul giallo, che speriamo risultino lievi come deve essere la scrittura. Non bisogna dimenticare che, come dice Patricia Highsmith, “scrivere narrativa è un gioco e uno ci si deve divertire”.

*Agatha Christie 1951

Angela Borghi, medico, ha lavorato in ospedale e ora si dedica alle sue passioni, soprattutto scrivere. Ha partecipato ad antologie di racconti e pubblicato quattro romanzi gialli: Delitto al Sacro monte, I misteri del convento di Casbeno, Che domenica bestiale e La ragazza con il vestito azzurro.


IL CAVEDIO associazione culturale e sportiva dilettantistica APS ———————————————– segreteria1997@ilcavedio.org

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *