IN QUATTRO COL MORTO

IN QUATTRO COL MORTO

IN QUATTRO COL MORTO *

Sviluppare la trama pagina per pagina fa svolgere l’indagine, il percorso che ci guida alla fine e alla soluzione dell’enigma. La narrazione è arricchita dai vari elementi che abbiamo già esaminato: l’idea iniziale, la scelta dell’ambientazione, il protagonista-investigatore, l’arma, i moventi ecc. A questi ingredienti ne vanno aggiunti altri, fondamentali per la riuscita della storia, tra cui i personaggi di contorno.

Il colpevole del delitto deve naturalmente esserci, anche se non dimentichiamo il primo geniale “giallo” della letteratura, Edipo Re, in cui l’investigatore è anche, a sua insaputa, l’assassino. Suggerimento banale ma utile: diamogli qualche caratteristica che non lo faccia odiare subito dal lettore.

Per quanto riguarda gli attori “secondari” danno colore alla storia, se presentati però devono avere un ruolo, anche minimo, nel meccanismo narrativo oppure, se proprio vogliamo delle comparse, devono far parte di una descrizione di un luogo visitato dal protagonista e caratterizzarlo con il loro aspetto, contribuire a crearne l’atmosfera, nel caso anche come presenza incongrua rispetto al posto.

Nel corso dell’indagine uno o più personaggi saranno sospettati di essere il colpevole e quest’ultimo dovrà comparire, senza rivelarsi, ben prima dell’ultima pagina.

Ma i nostri personaggi li descriviamo? Ci sono scuole di pensiero diverse. Come lettrice preferisco che mi si dia qualche notizia fisica e di vita, ma senza esagerare, magari pochi dettagli alla volta nella narrazione. Il resto mi piace immaginarlo.

I dialoghi vivacizzano e rendono meno piatti i protagonisti e servono per fornire al lettore le notizie sull’indagine, ma non devono essere integrali, qualche parola la si può sostituire con l’azione o i pensieri.

Sulla vita dei personaggi cito Kurt Vonnegut: Sii sadico. Non importa quanto dolci e innocenti siano i tuoi personaggi, fa che accadano loro cose tremende, così che il lettore possa vedere di che stoffa sono fatti.

Per essere appassionante e gradevole, questa insalata mista deve avere un suo ritmo, armonizzato con il tipo di storia che vogliamo, con parti veloci e altre più lente, mai forzato, con il giusto dosaggio di logica e azione, indizi e suspense. Mano leggera con il sorprendere e lo stupire, ma considerare che ricorrere solo all’ovvio non diverte. Consiglio di leggere i gialli di Fred Vargas, dove i personaggi hanno vite e passioni stravaganti o quelli di Donato Carrisi che ci fa viaggiare in mondi segreti e oscuri al limite del possibile.

* Judson Philips 1953

Angela Borghi, medico, ha lavorato in ospedale e ora si dedica alle sue passioni, soprattutto scrivere. Ha partecipato ad antologie di racconti e pubblicato quattro romanzi gialli: Delitto al Sacro monte, I misteri del convento di Casbeno, Che domenica bestiale e La ragazza con il vestito azzurro.


continua il 4 aprile 2024


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