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Tag: paolo negri

I luoghi mai raggiunti da mio padre

I luoghi mai raggiunti da mio padre

Ogni domenica pomeriggio mio padre mi gridava: “Allora, l’hai pulito o no quel carburatore?”. Io, muta, mi perdevo a guardare le macchie di benzina danzare nelle pozze d’acqua.Quel dì risposi: “Torno subito” e me ne andai.Un Disperato Erotico Stomp era appena passato davanti casa, teneva un quadro sotto il braccio e la giacca sporca di colori. Decisi di seguirlo.Giunti al suo atelier, mi tenne la porta aperta e mi invitò ad entrare. Io curiosai nei suoi spazi.Mi chiese chi fossi,…

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I muscoli del Capitano, parte seconda

I muscoli del Capitano, parte seconda

A chi lo elogiava pubblicamente nel grande salone col lampadario dai mille tentacoli, il capitano Gregori rispondeva con un lieve sorriso. In quelle maree di complimenti da anni si orientava con l’unica bussola che gli consentiva di non andare alla deriva: il silenzio.Il solo movimento verso l’altro (l’issare un calice) lo dedicò a quei due sposini, di classe sociale così lontana e voglia di vivere così vicina, che sul pontile, abbracciati, guardavano la terra promessa. Insomma, la luce della celebrità…

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L’uomo proiettile e le stelle

L’uomo proiettile e le stelle

Il Principe di Persia uscì dalla mia testa. A cavallo di un puledro, diretto verso il sole. Poi chiusero il sipario al teatro delle ombre. Mi pagarono per il ruolo da cupola e me andai.Incrociai per strada il Gran Guignol, mancava poco alla mezzanotte, dovevo affrettarmi!Era il 31 dicembre 1899, ero a Parigi. Ero l’uomo proiettile! Sparato verso gli astri, tra i fuochi dalla Cina, sarei stato l’ariete che buca il grande chapiteau del secolo! Indossavo un vestito aderente rosso…

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Chi disegna le nuvole

Chi disegna le nuvole

Bruno era un bruco. Dopo un’operazione coi bisturi diventò Lucrezia. Uscita dal bozzolo, si vestì da farfalla e andò a posarsi tutte le sere sulla panchina che guardava villa Selznick. Da una finestra del secondo piano della villa uscivano le nuvole.Ma un giorno il maggiordomo chiuse le imposte, fermò l’orologio disegnato sulla facciata e spense il lucernario dell’ingresso. Il signor Selznick da mesi andava rinsecchendosi e quella sera diventò definitivamente un’edera rampicante posta sulla parete nord.Che si era ora condannati…

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Il corridore che fugge

Il corridore che fugge

Il nostro corridore non dorme, si veste prima dell’alba, e appena suona, va. Non gli importa cosa rimarrà immobile accanto a sé, che siano montagne o grattacieli, lui corre e con lui corre il suo pensiero, per quanto vada forte e per quanto scappi lontano, sa che la sua fuga lo condurrà sempre al suo punto di partenza: sé stesso.Ieri, a metà della salita, gli è passato accanto il Corridore che arriva, così l’ha battezzato, non sapendo il suo nome….

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L’uomo solitario lungo il viale

L’uomo solitario lungo il viale

Robert D si voltò. Nessuno lo osservava. La stanza del museo era vuota e nell’incavo del muro una scalinata portava al piano inferiore. Ritornò a fissare quella fotografia appesa al muro: un uomo di spalle percorreva un viale in un parco.Cosa lo attraeva di quello scatto? Quali particolari lo rendevano così famigliare? La camminata nella solitudine? La bellezza del parco? E se al posto degli alberi slanciati ci fossero state delle case colorate?La testa china verso il basso era indizio,…

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